Insurtech per Intermediari Assicurativi: i Prodotti Tecnologici che Trasformano la Gestione Operativa
Scopri quali prodotti digitali costruire per fare davvero insurtech - partendo dai processi, non dal software
Il 62% degli intermediari italiani ha già investito in tecnologia negli ultimi 24 mesi, ma molti si sono ritrovati con strumenti inadeguati. Ecco quali prodotti digitali costruire per fare davvero insurtech - partendo dai processi, non dal software.
Nel precedente articolo abbiamo affrontato una questione di metodo: la digitalizzazione di un intermediario assicurativo deve partire da come lavori oggi, non dal software che qualcuno ti vuole vendere. Se hai letto quella riflessione e ti sei riconosciuto nel problema — processi consolidati forzati dentro gestionali rigidi, funzionalità che non usi e funzioni chiave che mancano — allora questo articolo è il passo successivo.
La domanda ora è concreta: una volta che hai mappato i tuoi processi e sai esattamente cosa ti serve, quali prodotti tecnologici puoi costruire? Non stiamo parlando di adottare un SaaS generico, ma di sviluppare strumenti digitali su misura che diventano un vantaggio competitivo reale. Strumenti che parlano il tuo linguaggio operativo, si integrano con le compagnie con cui lavori e crescono insieme alla tua organizzazione.
Il mercato insurtech italiano nel 2024 ha superato i 236 milioni di dollari di valore, con proiezioni che lo portano a 3,7 miliardi entro il 2033, secondo IMARC Group. Ma questi numeri riguardano prevalentemente le grandi compagnie e le startup. Gli intermediari — agenti, broker, reti agenziali — sono spesso spettatori di questa trasformazione, non protagonisti. Eppure hanno tutto ciò che serve per diventarlo: conoscenza del cliente, specializzazione di prodotto, relazioni consolidate. Manca solo l'infrastruttura digitale giusta.
Il Punto di Partenza: Cosa Significa Fare Insurtech da Intermediario
Prima di parlare di prodotti, vale la pena chiarire cosa si intende concretamente con "fare insurtech" per un intermediario assicurativo che non è una startup e non vuole diventarlo.
Non si tratta di reinventare il modello di business. Si tratta di digitalizzare i processi operativi che oggi consumano tempo, generano errori e limitano la scalabilità. Un intermediario che fa insurtech è un intermediario che ha automatizzato la gestione delle scadenze, che offre ai propri clienti un'area personale digitale, che ha dati strutturati sul proprio portafoglio e li usa per prendere decisioni commerciali più intelligenti.
Secondo l'Italian Insurtech Association, il 77% dei consumatori ha acquistato polizze motor digitalmente negli ultimi 12 mesi, ma l'86% dei professionisti richiede ancora chiarezza, trasparenza e supporto umano durante il processo. Questo dato è fondamentale: la tecnologia non sostituisce l'intermediario, ne amplifica la capacità di essere presente e reattivo. Un portale cliente ben fatto non elimina la relazione — la libera dai compiti amministrativi e la concentra sulla consulenza.
Dal 17 gennaio 2025 è entrato in applicazione il DORA — Digital Operational Resilience Act, il regolamento europeo sulla resilienza digitale del settore finanziario. Per gli intermediari di maggiori dimensioni questo introduce obblighi espliciti sulla gestione dei rischi ICT. Per tutti gli altri è un segnale chiaro: la digitalizzazione non è più un'opzione strategica ma una componente strutturale della compliance futura.
I Prodotti di Gestione Operativa che un Intermediario Può Costruire
La gestione operativa è il cuore dell'attività di un intermediario. È anche l'area dove le inefficienze si accumulano silenziosamente, consumando ore di lavoro che potrebbero essere dedicate ai clienti. I prodotti digitali in questo ambito non hanno nulla di spettacolare — ma il loro impatto sull'organizzazione è immediato e misurabile.
Portale Cliente White-Label
Il portale cliente è probabilmente il prodotto che genera il maggiore impatto visibile, perché cambia il modo in cui l'assicurato interagisce con il suo intermediario. In pratica si tratta di un'area personale digitale — accessibile da browser o app mobile — dove il cliente può consultare le proprie polizze attive, scaricare documenti, verificare scadenze e, in alcuni casi, avviare autonomamente la segnalazione di un sinistro.
Il concetto di "white-label" è fondamentale: il portale deve portare l'identità visiva e la brand identity dell'intermediario, non quella di chi lo ha sviluppato. Per il cliente finale, l'esperienza deve essere coerente con la relazione che ha con il suo agente o broker — non deve sentirsi rimandato a una piattaforma di terze parti.
Un portale cliente costruito su misura permette di decidere esattamente quali funzionalità esporre, come organizzare le informazioni e quali processi automatizzare. Un broker specializzato in polizze aziendali, ad esempio, ha esigenze completamente diverse da un agente generalista: il portale deve riflettere questa specializzazione, non appiattirla.
CRM Specifico per il Portafoglio Polizze
I CRM generalisti — quelli nati per gestire pipeline commerciali in settori diversi — non sono pensati per la complessità di un portafoglio polizze. Gestire un contratto assicurativo significa tenere traccia di scadenze tecniche, premi, garanzie, eventuali sinistri aperti, rinnovi taciti e molto altro. Un CRM standard fatica a modellare questa complessità senza pesanti personalizzazioni.
Un CRM costruito specificamente per un intermediario assicurativo parte invece dai dati che contano davvero: il portafoglio clienti con tutte le polizze attive, le scadenze ordinate per priorità, le opportunità di cross-selling identificate automaticamente in base alla copertura esistente. La differenza non è solo di interfaccia, ma di logica di dati sottostante.
Le automazioni che si possono costruire su un CRM di questo tipo sono molto concrete: notifiche automatiche ai clienti con polizze in scadenza, alert interni per i collaboratori quando un cliente non ha rinnovato da un certo numero di giorni, report settimanali sullo stato del portafoglio per il responsabile commerciale. Tutto questo senza che nessuno debba ricordarsi di farlo manualmente.
Gestione Documentale Digitale Conforme IVASS
La normativa impone agli intermediari assicurativi la conservazione dei documenti relativi a proposte e contratti per almeno 5 anni, secondo il Regolamento ISVAP n. 5/2006, che rimane il riferimento principale anche nel 2025, integrato con le disposizioni del Codice dell'Amministrazione Digitale e le Linee Guida AgID.
Gestire questo obbligo in modo manuale — con archivi fisici o cartelle condivise non strutturate — è una fonte costante di rischio operativo e di tempo sprecato. Un sistema di gestione documentale digitale costruito su misura risolve questo problema strutturalmente: i documenti vengono archiviati in automatico nelle categorie giuste, sono associati al cliente e alla polizza corretti, e sono sempre disponibili in formato digitale certificato.
La firma elettronica avanzata, integrata in questi sistemi, elimina la necessità di scambiare documenti cartacei per la sottoscrizione di nuovi contratti. Il cliente firma dal suo dispositivo, il documento viene archiviato automaticamente, la pratica è chiusa in pochi minuti. Questo non è un dettaglio tecnico: è un cambio radicale nell'esperienza di acquisto per il cliente e nella velocità operativa per l'intermediario.
Distribuzione e Vendita: i Prodotti che Portano l'Intermediario Online
La gestione operativa è il fondamento, ma per un intermediario che vuole fare insurtech il passo successivo è portare la propria capacità distributiva online — senza perdere la personalizzazione che lo distingue dai comparatori di polizze generici.
Preventivatori e Configuratori di Prodotto
Un preventivatore embedded nel sito dell'intermediario è uno strumento che permette al potenziale cliente di ottenere una quotazione personalizzata direttamente dalla pagina web, senza dover chiamare o mandare email. Ma la differenza tra un preventivatore generico e uno costruito su misura sta nella profondità della personalizzazione.
Un intermediario specializzato in un settore specifico — mettiamo la RC Professionale per le professioni sanitarie — ha algoritmi di valutazione del rischio propri, criteri di pricing che riflettono anni di esperienza nel segmento, domande specifiche che i comparatori generalisti non fanno. Un configuratore costruito su misura codifica questa expertise e la rende disponibile online 24 ore su 24, generando lead qualificati anziché semplici richieste di preventivo.
Integrazioni API con le Compagnie
Le compagnie assicurative più evolute espongono oggi API — interfacce di programmazione che permettono a sistemi esterni di interrogare i loro motori di quotazione e di emettere polizze in tempo reale. Per un intermediario, sfruttare queste API significa poter costruire flussi operativi completamente digitali: il cliente inserisce i dati nel portale, il sistema interroga in tempo reale più compagnie, presenta le opzioni disponibili e permette l'emissione immediata.
L'implementazione di queste integrazioni richiede competenze tecniche specifiche — ogni compagnia ha le sue specifiche, i suoi protocolli di autenticazione, i suoi formati dati. Ma il risultato, una volta costruito, è un vantaggio competitivo difficile da replicare: l'intermediario diventa capace di servire i clienti con la stessa velocità di una piattaforma digitale, mantenendo la profondità consulenziale che una piattaforma non può offrire.
Intelligenza sui Dati: Trasformare il Portafoglio in un Asset Strategico
Un intermediario con dieci anni di attività ha accumulato un patrimonio di dati enorme: migliaia di clienti, decine di migliaia di polizze, storia dei sinistri, comportamenti di rinnovo. Nella maggior parte dei casi, questo patrimonio è disperso in gestionali non strutturati, fogli Excel e archivi cartacei. I prodotti di analytics lo rendono leggibile e azionabile.
Dashboard Analytics sul Portafoglio Clienti
Una dashboard costruita sui dati reali di un intermediario risponde a domande operative concrete: quante polizze scadono nel prossimo trimestre? Quali clienti non hanno una copertura vita? Qual è il tasso di rinnovo per prodotto e per collaboratore? Dove si concentra il rischio di portafoglio?
Queste non sono domande accademiche — sono le domande che ogni responsabile commerciale si fa ogni settimana, spesso senza avere i dati per rispondervi con precisione. Una dashboard ben progettata trasforma l'istinto in decisione informata, e permette di identificare opportunità commerciali che altrimenti resterebbero invisibili.
Come Si Costruisce Tutto Questo: il Metodo che Conta
Avere chiari i prodotti che si possono costruire è necessario, ma non sufficiente. Il rischio è lo stesso descritto nell'articolo precedente, solo ribaltato: invece di adattarsi a un software standardizzato, si rischia di costruire qualcosa di troppo ambizioso, troppo complesso, o semplicemente non allineato con i processi reali dell'organizzazione.
Il metodo giusto è incrementale. Si parte dalla mappatura dei processi — cosa fai oggi, dove perdi tempo, cosa si rompe quando sei assente — e si identifica il prodotto che genera il massimo impatto con il minimo di complessità. Spesso non è il prodotto più spettacolare. Spesso è un CRM con le automazioni giuste, o un sistema documentale che elimina il caos degli archivi.
Da lì si costruisce, si usa, si aggiusta. Il vantaggio di un software sviluppato su misura è esattamente questo: non è un prodotto finito che devi accettare così com'è, ma un sistema che evolve con la tua organizzazione. Le funzionalità si aggiungono quando servono, non quando il vendor decide di includerle nel piano successivo.
Questo approccio richiede un partner tecnologico che capisca il settore assicurativo — non solo la tecnologia. Che sappia tradurre la complessità di un portafoglio polizze in una struttura dati coerente, che conosca i vincoli normativi IVASS, che abbia già affrontato le specifiche tecniche delle integrazioni con le compagnie italiane.
Conclusione
Fare insurtech da intermediario non significa diventare una startup tecnologica né investire capitali da grande compagnia. Significa costruire, con metodo e gradualità, un'infrastruttura digitale che sia davvero tua — che rifletta come lavori, che si adatti alle tue specializzazioni e che cresca insieme alla tua organizzazione.
I prodotti esistono. Le tecnologie sono mature. Il mercato — come dimostrano i dati dell'Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano, con ricavi mediani del settore cresciuti del 29% nel 2025 — premia chi sa usarli bene.
La domanda non è se digitalizzarsi, ma con quali strumenti farlo in modo che sia un vantaggio, non un vincolo.
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